Quanto concime dare agli olivi? Facciamo qualche calcolo
Per capire quale e quanto concime somministrare alle piante è necessario prima di tutto capire quanti micro e macro-elementi la pianta ha utilizzato e sono stati asportati dal campo attraverso la raccolta delle olive o la potatura. Bisogna poi tenere conto delle sostanze che si sono perse per volatilizzazione o immobilizzate (non più biodisponibili per la pianta) e quelle che invece sono lisciviate, trasportate via dall'acqua.Un corretto approccio all'oliveto prevede dunque delle analisi del suolo (fatte almeno ogni cinque anni) per avere contezza della quantità di elementi nutritivi presenti nel terreno e della loro biodisponibilità. Si dovrà poi procedere ad una stima della quantità di elementi nutritivi asportati durante un ciclo produttivo e quindi si potrà calcolare la quantità di azoto, fosforo, potassio, etc. da integrare nel terreno.
Indicativamente il fabbisogno in NPK di un olivo in piena produzione e in condizioni di equilibrio è di circa 250, 80 e 200 grammi di N (azoto), P2O5 (anidride fosforica) e K2O (ossido di potassio) rispettivamente.
"Si tratta tuttavia di quantitativi puramente indicativi, che devono essere adeguati alla composizione del terreno, alla tipologia di impianto, all'annata (se di carica o di scarsa) e alla cultivar. Inoltre bisogna tenere in considerazione se il terreno è nudo o inerbito, specialmente in caso di leguminose", spiega ad AgroNotizie Giovanni Caruso, docente di Olivicoltura e viticoltura presso il dipartimento di Scienze agrarie alimentari e agro-ambientali dell'Università di Pisa.
"Sarebbe buona norma poi, se le condizioni fitosanitarie lo consentono, trinciare sul posto i residui di potatura in modo da restituire al terreno alcuni elementi nutritivi. La trinciatura, come il sovescio, al di là del regime di conduzione aziendale, aiuta a mantenere in equilibrio l'oliveto".
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