giovedì 25 giugno 2020

E.R Regione, misure straordinarie per agriturismi, fattorie didattiche e l'intero settore agricolo.

La Giunta regionale approva il progetto di legge "Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare" Luoghi in cui si va per regalarsi un’esperienza di profumi, colori e sapori che hanno un unico denominatore comune: la natura. Ma anche luoghi strategici e importanti che - come tante altre filiere che a causa dell’emergenza sanitaria degli ultimi mesi si sono dovute fermare - ora per rilanciarsi hanno bisogno di aiuto.Stiamo parlando degli agriturismi della nostra regione, uno dei principali destinatari del nuovo progetto di legge regionale, varato dalla giunta, che prevede lo stanziamento di 24 milioni di euro complessivi a sostegno degli ‘Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare’.
Le risorse che il Progetto di legge mette in campo per la filiera agrituristica, destinataria di risorse pari a 2,7 milioni di euro, puntano a sostenere la liquidità delle imprese attraverso l’erogazione di un contributo di 2000 euro per gli agriturismi e di 1000 euro per le fattorie didattiche, oltre a introdurre il servizio di food delivery per gli agriturismi.

Ai progetti di filiera, che promuovono l’organizzazione della filiera agroalimentare, compresa la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi del settore, vanno 18 milioni di euro, mentre è pari a 1,5 milioni il finanziamento per l’introduzione di sistemi di sicurezza e protezione delle attrezzature e delle macchine agricole presenti in azienda.
Per gli agricoltori del settore bieticolo saccarifero, infine, sono previsti altri 1,5 milioni di contributi, e altri 500 mila euro finanziano l’aggiornamento dei libri genealogici degli allevatori .

“E’ una proposta di legge importante che aiuta le nostre imprese agricole, non solo a far fronte ai danni economici subiti e ripartire, ma anche a investire – chiosa l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-.  Stiamo mettendo a disposizione tutte le risorse disponibili per dare fiato al comparto agricolo dopo i mesi complicati del Covid, supportando gli agriturismi, la filiera del latte e altri settori, convinti che la ripartenza vada sostenuta dalle istituzioni che devono essere al fianco delle imprese e dei lavoratori”.

Il food delivery e le iniziative a favore di agriturismi e fattorie didattiche post-emergenza Covid-19

Al fine di preservare il tessuto economico e produttivo della filiera agrituristica emiliano-romagnola, che risulta essere tra le più penalizzate dalle conseguenze della pandemia, la norma regionale prevede il pagamento di un contributo finanziario volto a sostenere la liquidità aziendale per mantenere la continuità delle attività, in particolare il sostegno sarà erogato attraverso l’attivazione di una misura specifica sul Programma di Sviluppo rurale 2014-2020.

Sempre al fine di favorire il rilancio del settore agrituristico, il Pdl propone inoltre alcune modifiche della Legge regionale che norma il settore, la n. 4 del 2009 “Disciplina dell'agriturismo e della multifunzionalità delle aziende agricole”, per consentire agli agriturismi la possibilità di vendere i pasti con modalità di asporto, anche con consegna a domicilio. Una modalità che è stata sperimentata durante il periodo dell’emergenza sanitaria, e rappresenta un’opportunità in più di sviluppo per il settore.

domenica 31 maggio 2020

cosa e come sono le uova

L’uovo è una cellula gametica, chiamata anche cellula sessuale o semplicemente gamete femminile, ed è prodotto dall’ovario della gallina. Il processo di formazione si chiama ovogenesi. L’uovo contiene tutto ciò che è necessario per la crescita del futuro pulcino e, oltre a ciò, lo protegge e lo isola dall’ambiente esterno, permettendo comunque gli scambi gassosi.

Da ricordare che le galline depongono uova anche senza la presenza del maschio. Queste sono comunque commestibili ma non fertili, sono uova “morte” da cui non nascerà niente.

Le parti di un uovo

L’uovo ha una forma ovoidale, i due poli si distinguono in polo ottuso, la parte più larga, e polo acuto, la parte più stretta. Non sempre le galline depongono uova dalla forma classica ovale: alcune le fanno rotonde oppure particolarmente allungate, altre volte può capitare che una gallina deponga una/due uova dalla forma molto strana (spesso causato dalla fusione di due uova) o molto piccole rispetto alla quotidianità. Non sempre dietro a questi “errori” biologici ci sono dei problemi particolari.

Una sorpresa da parte di una gallina di Raffaele – foto dell’allevatore

L’uovo si divide in tre sezioni principali:

  • guscio: è una struttura mineralizzata, rigida ma anche fragile, formata principalmente da carbonato di calcio, è una barriera che ostacola l’ingresso di sporcizia e microorganismi all’interno dell’uovo;
  • albume: è una soluzione acquosa semitrasparente e incolore che circonda l’uovo; dentro si trovano due piccoli cordoni bianchi e gelatinosi avvolti a spirale, chiamati calaze, hanno lo scopo di mantenere il tuorlo sospeso al centro dell’uovo. Appena deposto l’albume dell’uovo non è fluido ma ha una consistenza gelatinosa che perde pian piano col passare dei giorni;
  • tuorlo: ha una forma sferica ed è avvolto da una membrana sottile e resistente, chiamata membrana vitellina, che separa il tuorlo dall’albume, qui è presente il disco germinativo che darà vita al futuro pulcino.

Nella facciata interna del guscio si trovano, ben aderenti, due membrane che si sovrappongono l’una all’altra, all’altezza del polo ottuso queste si separano tra loro andando a formare la camera d’aria. Quest’ultima non è presente nell’uovo appena deposto ma si forma con il passare dei giorni ed è la prima aria che respirerà il futuro pulcino.

La membrana vitellina dà la forma tonda al tuorlo, questa con il passare dei giorni, nell’uovo non fertile, si indebolisce fino a rompersi spontaneamente, all’apertura di un uovo vecchio si troverà una massa giallognola e maleodorante.

Il disco germinativo nelle uova fecondate è di colore grigio chiaro con una grandezza di circa 4 mm, nel caso di uno non fecondo è bianco e molto più piccolo.

1.camera d’aria; 2.tuorlo; 3.membrana; 4.albume gelatinoso

Il guscio dell’uovo può essere soggetto a problemi, sopratutto se la gallina ha carenza di calcio, perché ne occorrono circa 4g per formare un guscio. La carenza di calcio si manifesta con uova dal guscio molle oppure uova senza guscio.

Colorazione del guscio e del tuorlo

Il colore del guscio dipende esclusivamente dalla genetica della gallina e non dall’alimentazione. Il colore delle uova di gallina varia da bianco fino marrone scuro passando per azzurro e verde olivastro. Esistono razze particolari selezionate proprio per la colorazione dell’uovo come Marans e Penedesenca che depongono uova color cioccolato ed Araucana che invece depone uova azzurro/verde.

Uova di Marans

Il colore del tuorlo è influenzato dall’alimentazione dell’animale, è di colore giallo-arancio, ma in caso di alimentazione ricca di vegetali può presentare sulla superficie una patina color giallo-verde. Un colore molto carico del tuorlo, arancione forte, viene percepito come un sinonimo di alta qualità: ma non è vero, il colore dipende dall’assunzione di molti carotenoidi o alimenti che ne contengono come mais. Nell’industria per creare uova dal colore intenso le galline vengono alimentate con sfarinati contenenti alte dosi di carotenoidi di sintesi.

Dimensione delle uova

L’uovo classico che si trova nei supermercati è alto 6/7 cm e con un diametro di circa 5 cm e con un peso medio di 60 g. Il peso di un uovo di gallina varia in base alla grandezza della razza: da 35 g per le razze più piccole fino oltre 70 g. Le uova dei supermercati sono categorizzate in:

  • XL (uova grandissime): peso dai 73g in su; razze Marans;
  • L (uova grandi): con un peso tra i 63g e i 73g; razze Andalusa, Augusta;
  • M (uova classiche): dal 53g fino ai 63g: razze Ancona, Arricciata, Australorp;
  • S (uova piccole): meno di 52g; razze come ChaboSebrightCombattente Inglese moderno;

Nell’arco della vita di una gallina le grandezza dell’uovo non è sempre la stessa ma può variare in base ad altri fattori come l’alimentazione, la muta, l’età, le condizioni ambientali e di allevamento.

domenica 10 maggio 2020

Concimare, si ma con conoscenza


 

Concimare seguendo i bisogni della pianta

Tralasciando gli aspetti legati alla concimazione di fondo e di allevamento, ogni anno l'agricoltore dovrà fornire i nutrienti necessari alle piante attraverso la concimazione di produzione in modo da ridurre al minimo l'alternanza produttiva, massimizzando raccolta e qualità delle olive.

La concimazione azotata dovrebbe essere frazionata in due-tre momenti tra la ripresa vegetativa e la fase di indurimento del nocciolo. È sconsigliata la somministrazione in post-raccolta in quanto lo stimolo all'attività vegetativa indotto dalle concimazioni azotate renderebbe meno resistenti le piante alle basse temperature durante il periodo invernale.

I concimi contenenti fosforo e potassio possono essere forniti anche solo una volta all'anno, in quanto rimangono disponibili alla pianta per un periodo più lungo di tempo. Solitamente vengono forniti prima della ripresa vegetativa, in concomitanza della concimazione azotata, utilizzando concimi NPK (facendo attenzione alle diverse titolazioni). È anche possibile fornire il 70-80% in primavera e il restante in autunno, per sostenere la differenziazione degli apici radicali.

In assenza di irrigazione una modalità efficace di distribuzione può essere la concimazione fogliare. Questa tecnica consente di sopperire rapidamente a carenze nutrizionali ma bisogna comunque prevedere la somministrazione di una quota di concime al suolo.

In condizioni irrigue gli elementi nutritivi possono invece essere somministrati in fertirrigazione. Questo riduce gli sprechi e migliora l'assorbimento. In questo caso gli apporti possono essere scadenzati su base settimanale già dalla ripresa vegetativa, seguendo poi il diverso fabbisogno di elementi che caratterizza ogni stadio fenologico.

È bene ricordare infine che il terreno è dotato di un certo stock di microelementi e che quindi il loro apporto deve essere effettuato esclusivamente nel caso in cui ci siano carenze conclamate. "Non esiste una ricetta valida per tutti gli impianti, ma deve essere studiata sulle singole realtà e aggiornata periodicamente a seconda della mutata composizione del suolo o di una diversa conduzione dell'impianto", sottolinea Caruso. "Gli olivi hanno ad esempio un basso fabbisogno di boro e questo elemento dovrebbe essere somministrato solo in caso di effettiva carenza".

Gli apporti di microelementi possono essere effettuati con diverse modalità: utilizzando concimi NPK arricchiti di microelementi, usando concimi fogliari da applicare insieme ai trattamenti fitosanitari (quando possibile) oppure attraverso applicazioni ad hoc.

Concimazione degli olivi

Quanto concime dare agli olivi? Facciamo qualche calcolo

Per capire quale e quanto concime somministrare alle piante è necessario prima di tutto capire quanti micro e macro-elementi la pianta ha utilizzato e sono stati asportati dal campo attraverso la raccolta delle olive o la potatura. Bisogna poi tenere conto delle sostanze che si sono perse per volatilizzazione o immobilizzate (non più biodisponibili per la pianta) e quelle che invece sono lisciviate, trasportate via dall'acqua.

Un corretto approccio all'oliveto prevede dunque delle analisi del suolo (fatte almeno ogni cinque anni) per avere contezza della quantità di elementi nutritivi presenti nel terreno e della loro biodisponibilità. Si dovrà poi procedere ad una stima della quantità di elementi nutritivi asportati durante un ciclo produttivo e quindi si potrà calcolare la quantità di azoto, fosforo, potassio, etc. da integrare nel terreno.

Indicativamente il fabbisogno in NPK di un olivo in piena produzione e in condizioni di equilibrio è di circa 250, 80 e 200 grammi di N (azoto), P2O5 (anidride fosforica) e K2O (ossido di potassio) rispettivamente.

"Si tratta tuttavia di quantitativi puramente indicativi, che devono essere adeguati alla composizione del terreno, alla tipologia di impianto, all'annata (se di carica o di scarsa) e alla cultivar. Inoltre bisogna tenere in considerazione se il terreno è nudo o inerbito, specialmente in caso di leguminose", spiega ad AgroNotizie Giovanni Caruso, docente di Olivicoltura e viticoltura presso il dipartimento di Scienze agrarie alimentari e agro-ambientali dell'Università di Pisa.

"Sarebbe buona norma poi, se le condizioni fitosanitarie lo consentono, trinciare sul posto i residui di potatura in modo da restituire al terreno alcuni elementi nutritivi. La trinciatura, come il sovescio, al di là del regime di conduzione aziendale, aiuta a mantenere in equilibrio l'oliveto".

Concimi, proprietà

Azoto. È l'elemento alla base della crescita vegetativa della pianta. L'azoto stimola la formazione dei germogli, l'allegagione e lo sviluppo del frutto. Una pianta in carenza di azoto avrà un aspetto stentato, foglie ingiallite (clorotiche) e di ridotte dimensioni.
Fosforo. È il costituente principale delle membrane cellulari e gioca un ruolo chiave in molti processi vitali della pianta, in particolare legati alla sua produttività (fioritura, allegagione, maturazione). Solitamente è questo un elemento abbastanza presente nel terreno, ma in suoli acidi può diventare indisponibile alla pianta e dunque necessita di una integrazione.
Potassio. Questo macroelemento gioca un ruolo chiave nell'accumulo di olio nell'oliva. Basti pensare che più del 50% del fabbisogno di potassio della pianta è destinato ai frutti. Per questo è necessario rinnovare ogni anno lo stock di potassio del suolo, somministrandolo alla pianta soprattutto nelle fasi di accrescimento del frutto.

Magnesio. È l'elemento chiave della fotosintesi, il processo attraverso il quale la pianta produce carboidrati sfruttando la luce del sole. Per questo è importante che l'olivo non ne sia carente.

Calcio. È un elemento che attiva importanti enzimi e partecipa alla formazione delle pareti cellulari. È un elemento fondamentale quanto abbondante nella maggior parte dei terreni italiani.

Boro. Come ricordato questo microelemento gioca un ruolo chiave nella fase di fioritura. Nello specifico è importante per l'induzione a fiore, la germinabilità del polline, l'allegagione ed allungamento del tubetto pollinico.

Ferro. Questo metallo contribuisce al normale svolgimento della fotosintesi clorofilliana. Di solito la dotazione del terreno è sufficiente al fabbisogno della pianta, ma certe caratteristiche chimiche di alcuni suoli ne rendono impossibile l'assimilazione.
 

mercoledì 6 maggio 2020

Come distinguere i coleotteri dalle loro larve


Ecco una mini guida per aiutare l'identificazione di alcune larve di coleotteri.
I coleotteri sono un ordine di insetti che comprende oltre 350.000 specie, quindi potete immaginare l'enorme vastità e diversità al suo interno.
Mentre allo stadio adulto, questi insetti sono più facili da distinguere (con dovute eccezioni), allo stadio larvale molti sono altamente simili tra loro. Questo fa capire come frasi del tipo: "li ho trovati anche io e mi hanno ucciso una pianta" siano piuttosto inutili a meno che di avere una buona competenza nell'ambito per poter dire con assoluta certezza non solo che fossero gli stessi ma anche che effettivamente fossero i responsabili della morte della pianta.
Imparare a distinguere le diverse larve, non è facile, però si può provare osservando con attenzione determinate caratteristiche distintive.
- Cetonini (Cetonia aurata, Protetia, un coleottero molto simile, la cui larva è quasi identica, e altri) (https://www.zin.ru/Animalia/Coleoptera/images/cetaurls.jpg).
Larva innocua, detritivora, che si trova spesso nelle compostiere. Utile nei processi di rigenerazione dei suoli. Ha zampe corte e testa piccola sull'arancione. Non si nutre di radici o tessuti vivi, ma solo di parti morte pronte per essere decomposte. Il suo ruolo infatti è quello di decompositore e tramite poi le sue feci rigenera la materia organica dei terreni, svolgendo quindi un ruolo ecologico essenziale, equivalente a quello dei lombrichi, se non addirittura maggiore in quanto agiscono ad un livello superiore, cioè nella prima fase della decomposizione di una pianta morta. Si rinviene molto facilmente nelle compostiere e nei vasi e spesso la concomitante presenza di piante morte o morenti può far pensare che ne siano la causa. In realtà, la loro presenza è più una conseguenza, in quanto stanno decomponendo la pianta morta per altre cause (es. funghi, marciumi o altri problemi colturali). In parole povere è come quando si ritrovano larve (es. quelle della mosca carnaria) all'interno di carcasse animali, non sono certo loro la causa della loro morte.
- Oryctes nasicornis (scarabeo rinoceronte) (https://images.app.goo.gl/AdfRX527Z1Tqm9paA)
Le larve sono sempre molto grandi e si nutrono di legno morto o marcio, foglie secche e altro materiale in decomposizione. Hanno zampe più lunghe di quelle di una Cetonia ma più corte rispetto a quelle del Maggiolino. La testa è più sul marrone-rossiccio. Il suo ruolo ecologico è soprattutto quello di intervenire nella eliminazione e decomposizione degli alberi morti/morenti. Il suo numero è sempre più in diminuzione a causa di disboscamenti e per l'opera da parte dell'uomo nella eliminazione degli alberi morti. E' spesso rinvenuta in prossimità delle radici di alberi morti o morenti e quindi è accusata (erroneamente) di essere causa della morte della pianta. Ma ciò è impossibile, in quanto non la larva non è in grado di digerire il legno vivo (composto da lignina e cellulosa) ma solo quello morto che deve essere prima degradato da funghi che si nutrono di lignina liberando così la cellulosa. Da adulti, gli Oryctes non si nutrono più e vivono solo pochi mesi. Il loro unico obiettivo diventa quello di accoppiarsi e riprodursi per portare avanti la specie e permettere così alle sue larve di continuare a svolgere l'importante ruolo ecologico.
- Melolontha melolontha (o Maggiolino) (https://goo.gl/images/kyf86g)
Larva che si nutre delle radici di piante erbacee e ortive (non piante più grandi né alberi). Notare le zampe molto lunghe, testa molto larga e arancione e la classica forma a C. Praticamente quasi impossibile ritrovarla in classici vasi, ma piuttosto in piena terra.
- Pentodon (https://images.app.goo.gl/kkjEY3mEQCaMSApDA): appartiene alla sottofamiglia Dynastinae come gli Oryctes e infatti assomiglia moltissimo, ma a differenza dello scarabeo rinoceronte, le larve sono radicivore. Non è quindi semplicissimo distinguerle dai suoi parenti detritivori, ma ci si può aiutare con alcuni particolari. In genere il luogo di ritrovamento (piena terra, senza ceppi o zone dove si trova materiale da decomporre) potrebbe far pensare a loro. Morfologicamente per distinguerle dagli Oryctes si può osservare la testa, leggermente più chiara (rispetto al marrone-rossiccio) e soprattutto più liscia. Le zampe e forma del corpo invece sono altamente simili.
- Lucanidi (http://www.biolib.cz/IMG/GAL/BIG/32112.jpg): sono una ampia famiglia di coleotteri a cui appartiene anche il famoso Lucanus cervus (o Cervo volante), larve ed adulti innocui e anche protetti visto il loro numero in diminuzione (E' considerato infatti come vulnerabile nella scala dello Stato di conservazione della IUCN - International Union for the Conservation of Nature). Le uova vengono deposte alla base di tronchi di alberi morti o morenti. Le larve diventano molto grandi e si nutrono di legno svolgendo un ruolo importante nella decomposizione ed eliminazione di piante morte o morenti. Ad occhio inesperto potrebbe sembrare quasi un maggiolino, ma in realtà confrontando le immagini, si possono notare: Zampe lunghe ma leggermente più corte; Testa arancio-giallognola più tondeggiante, quasi globosa; Puntini lungo il corpo ben diversi, Forma del corpo per quanto simile ma diversa. Si può quasi osservare una specie di gobbetta all'apice della C prima della testa (Si può notare qualche leggera piega in più); Mandibole diverse, più scure e lunghe (anche se dall'immagine del post di prima non si nota).
- Otiorhynchus (Oziorrinco) (https://images.app.goo.gl/fnqiCqVoDgaPcroU9) e generi affini: sono coleotteri molto diversi dai precedenti. Le larve sono infatti molto più piccole, con forma del corpo diversa, testa piccolissima e sono prive completamente di zampe.
- Rhynchophorus ferrugineus (Punteruolo rosso) (https://images.app.goo.gl/mZDHtjQHFe1BfDLM9 ): è un coleottero alloctono di recente introduzione. La larva è molto grande, priva completamente di zampe e si può rinvenire esclusivamente nell'apice vegetativo delle palme.
Per concludere, sfatiamo un altro mito: molti scambiano spesso le larve di cetonini con Grillotalpa. Questo è assolutamente impossibile in quanto non esistono larve di Grillotalpa perché è un ortottero, quindi non passa attraverso uno stadio larvale, bensì di neanide che corrisponde ad uno stadio giovanile in cui l'animale assomiglia già alla forma adulta, solo che di dimensioni minore. Potete osservarla qui: https://images.app.goo.gl/YpsN4DBUnUybTtft9

lunedì 20 aprile 2020

Come a 60anni mi reinvento salute e sopravvivenza

Buongiorno, farmers Italiani, ma detto alla " vecchia" maniera bolognese: buongiorno ortolani per hobby o per necessità ! Nel mio piccolo orticello proverò  di ritornare a quel  che è  stato nella mia fanciullezza trascorsa tra le montagne Valdostane, dove non è  che si poteva scialacquare essendo 5 fratelli con differenza tra il primo e l' ultimo di 10 anni, e la pianura bolognese dove trascorrevo le vacanze estive ( la scuola allora si fermava 3 mesi) a casa dei nonni ( dove il benessere esisteva ed ero anche  coccolato). La nonna, bracciante, e le sue amiche mi portavano, a me cinno,  nei campi a fare qualsiasi lavoro, da raccogliere patate ( vi erano ancora i buoi a tirare lo scava patate), a vendemmiare e mostrare l' uva, portare col biroccio e il cavallo il latte al caseificio ove si faceva il  Parmigiano Reggiano o si preparava per dare il latte alla centrale ( Granarolo ) Mentre in Valle, sempre da cinno ( 7/8 anni) accompagnavo i ragazzi della mia età  o più  grandi in quello che era il loro compito di pastorizia o raccolta legna e foraggio con asini e i più  grandi anche a spalla.....vedere fare il pane di segale, in mancanza di frigo preparare le carni   per la conservazione affumicata, sotto_sale essiccata, fare burro e formaggi, ore e ore per distillare la grappa. Insomma voglio provare di ritornare a quella libertà  che ora non ho.
Segue......